Autore: adminphp

Operatori in PHP

Gli operatori in PHP si dividono principalmente in due grandi categorie:

  • Operatori binari: hanno bisogno di almeno due operatori per ottenere un risultato di un’operazione
  • Operatori unari: sono quelli che necessitano di un solo operando per eseguire un’operazione

Quando parliamo di operatori unari, parliamo di operazioni di aumento o decremento di una variabile, ovvero:

$contatore = 0;
$contatore++;
echo $contatore; 

// Il contatore avrà valore 1

oppure:

$contatore = 10;
$contatore--;
echo $contatore; 

// Il contatore avrà valore 9

Quando parliamo di operatori binari, invece, parliamo di operazioni che possono essere effettuate su stringhe, numeri, operazioni di assegnazione e molto altro. Vediamo i principali:

  • Operatore di stringa: concatenazione di due stringhe.
  • Operatori aritmetici: manipolazioni di numeri come somma, sottrazione, divisione, modulo o moltiplicazione.
  • Operatori di assegnazione: si usa per assegnare un valore ad una variabile.
  • Operatori logici: si utilizzano per unire due o più condizioni all’interno di un if o di un’altra condizione.
  • Operatori di confronto: servono a confrontare due valori.

Array in PHP

Oggi parleremo di un elemento fondamentale per la programmazione Array (dall’inglese Vettore).

Cos’è un array?

Per capire meglio possiamo spiegarlo con un esempio:

Possiamo paragonare l’Array ad un treno, un treno infatti può contenere dei vagoni, i quali al loro interno di conseguenza possono contenere delle cose.

Questi “vagoni” possono essere identificabili tramite indice (0,1,2,3,4,5) oppure tramite chiave (“vagone_1”,”vagone_2″…).

Vediamo ora come poter dichiarare un Array:

$nuovo_array=array();

In questo modo andiamo ad indicare alla pagina che la variabile $nuovo_array è un array.

Ora vediamo come possiamo inserire dei valori all’interno di un array:

$nuovo_array=[0=>"valore 1",1=>"valore 2"];

Oppure con la chiave:

$nuovo_array=["chiave 1"=>"valore 1","chiave 2"=>"valore 2"];

Molto utilizzata inoltre è una funzione che permette di inserire all’interno di un array un valore di una variabile:

$nuovo_array=array();
$variabile=1;

array_push($nuovo_array,$variabile);

Condizioni IF, ELSE e ELSE IF in PHP

Alla base della programmazione abbiamo le condizioni IF, ELSE e ELSE IF, poiché in qualsiasi logica è fondamentale dare le istruzioni al codice per qualsiasi eventualità.

IF

Andiamo a vedere a cosa serve l’IF e cosa significa:

Sintassi

<?php

$var=1;

if($var>0){

	//CODICE DA ESEGUIRE SE LA CONDIZIONE È VERA
	echo "La variabile è maggiore di 0 il suo valore è: ".$var;

}	

else{
	
	//CODICE DA ESEGUIRE SE LA CONDIZIONE DELL'IF È FALSA
	echo "La variabile non è maggiore di 0 il suo valore è: ".$var;

}


?>
Risultato:

La variabile è maggiore di 0 il suo valore è: 1

Spiegazione

L’IF è la condizione più semplice che possiamo trovare nella programmazione, ma è quella più importante.

L’IF, dall’inglese SE, è un’istruzione che, se dimostrata vera, esegue una funzione o visualizza informazioni.

Di cosa ha bisogno l’IF per restituirci VERO o FALSO?

Semplice! Ha bisogno di un’espressione all’interno di due parentesi tonde e come vediamo dalla sintassi sopra, possiamo confrontare delle variabili con numeri, stringhe, valori booleani (true o false)…

Possiamo inoltre utilizzare i famosi operatori logici, che servono a concatenare più espressioni e secondo le seguenti condizioni l’IF restituirà VERO o FALSO:

&& (AND): Questo operatore logico dice all’IF: “Restituisco VERO solo se l’espressione alla mia sinistra è VERA e se l’espressione alla mia destra è VERA”

|| (OR): Questo operatore dice all’IF: “Restituisco VERO a patto che una delle due espressioni, che sia quella alla mia sinistra o che sia quella alla mia destra, sia VERA, oppure entrambe TRUE”

Else

Altro tassello fondamentale di questa istruzione è il suo compagno l’ELSE e, come si può evincere dalla sintassi sopra scritta, verrà eseguito il codice all’interno dell’Else solo se il suo IF non è rispettato quindi se l’espressione all’interno dell’IF restituirà FALSO.

Questa istruzione può essere facoltativa.

ELSEIF

Sintassi

<?php

$var=0;

if($var>0){

	//CODICE DA ESEGUIRE SE LA CONDIZIONE È VERA
	echo "La variabile è maggiore di 0 il suo valore è: ".$var;
}	

elseif($var==0){
	
	//CODICE DA ESEGUIRE SE LA CONDIZIONE DELL'IF È FALSA E SE LA CONDIZIONE DELL'ELSEIF È VERA
	echo "La variabile è uguale a 0 e il suo valore è: ".$var;

}


?>
Risultato:

La variabile è uguale a 0 e il suo valore è: 0

Spiegazione

L’ELSEIF, dall’inglese ALTRIMENTI SE, è un’istruzione che, proprio come l’else, accompagna l’IF, pertanto non può essere dichiarato da solo, ma aggiunge una condizione all’else che a sua volta si comporterà proprio come un IF.

Se sia le condizioni dell’IF che quella dell’ELSE IF sono vere, il codice darà la precedenza all’IF.

Anche questa istruzione è facoltativa.

ALTRI MODI PER DICHIARARE L’IF

Per dichiarare l’IF è possibile scriverlo in maniera classica con le parentesi oppure è possibile usare la seguente tipologia di dichiarazione, tra l’altro molto comodo quando ci alterniamo tra PHP e HTML.

<?php

$var=1;

if($var>0):

	//CODICE DA ESEGUIRE SE LA CONDIZIONE È VERA
	

elseif($var==0):
	
	//CODICE DA ESEGUIRE SE LA CONDIZIONE DELL'IF È FALSA E SE LA CONDIZIONE DELL'ELSEIF È VERA

endif;


?>

Andando a rimuovere le parentesi rimane più comodo scrivere il codice evitando di andare in contro a errori di sintassi fastidiosi e noiosi.

Ciclo FOR in PHP

I cicli sono uno degli elementi cardine della programmazione e non fa eccezione il PHP. I cicli permettono di ripetere delle operazioni in modo ripetitivo per X volte.

Esistono diverse tipologie di cicli come foreach, for e while.

In questo articolo vedremo il ciclo FOR in PHP.

Sintassi

for ($i = 1; $i <= 5; $i++) {
	$risultato = 1 + $i;
	echo "Il risultato è: $risultato <br/>";
}

Il risultato sarà il seguente:

Il risultato è: 2
Il risultato è: 3
Il risultato è: 4
Il risultato è: 5
Il risultato è: 6

Spiegazione

Per utilizzare il ciclo for in php è necessario utilizzare la sintassi citata poco fa, ovvero for con all’interno delle parentesi le istruzioni per definire come dovrà comportarsi il ciclo, ovvero quante iterazioni dovrà fare e cosa dovrà fare ad ogni iterazione.

Le istruzioni inserite tra parentesi sono 3:

  • La prima istruzione viene eseguita solo una volta, la prima volta che viene eseguito il ciclo
  • La seconda è la condizioni che viene eseguita ad ogni iterazione del ciclo e deve essere sempre rispettata (TRUE)
  • La terza ed ultima, invece, viene eseguita alla fine di ogni ciclo.

Se la seconda istruzione risulta falsa, il ciclo smette le sue iterazioni e prosegue con le istruzioni successive.

Quando invece la condizione è vera (TRUE), allora il ciclo eseguirà le istruzioni all’interno delle parentesi graffe {}.

Se la seconda istruzione risulterà falsa sin da subito, il contenuto tra parentesi graffe non verrà mai eseguito.

Al contrario, se la condizioni risulterà sempre vera, si verificherà il loop, ovvero una condizione particolare dei cicli che continuerà ad eseguire il contenuto tra perentesi all’infinito.

Torniamo all’esempio di prima, cosa abbiamo chiesto di fare al ciclo for?

$i = 1 //abbiamo inizializzato un contatore $i uguale al valore 1
$i <= 5 //abbiamo chiesto di verificare se il valore $i è minore o uguale a 5
$i++ // ad ogni iterazioni il ciclo dovrà incrementare di +1 il contatore $i

Se la condizione si verifica, ogni iterazione il ciclo eseguirà le istruzioni all’interno delle parentesi graffe e stamperà a video una riga contente il $risultato della somma del contatore $i + 1.

for ($i = 1; $i <= 5; $i++) {
	$risultato = 1 + $i;
	echo "Il risultato è: $risultato <br/>";
}

Linguaggi di programmazione più usati (e richiesti) del 2022

I continui progressi tecnologici, coadiuvati anche da una digitalizzazione sempre più capillare, hanno fatto sì che interi settori venissero impattati con forza e tra questi c’è sicuramente l’universo informatico.

Specificatamente sono i linguaggi di programmazione a essere sempre più richiesti e non è un caso, infatti, se l’agenzia di indagine statunitense U.S. Bureau of Labor Statistics ha appurato come nell’arco temporale compreso tra il 2018 e il 2028 la richiesta di programmatori crescerà del 21%, una percentuale circa4 volte superiore a quelle delle altre categorie lavorative.

Ovviamente ci sono centinaia di linguaggi di programmazione periodicamente sottoposti a revisioni o miglioramenti da parte dei vari sviluppatori, però ne esistono di principali la cui richiesta in ambito lavorativo è tuttora molto elevata.

Andremo ora a vedere quali siano effettivamente i linguaggi di programmazioni più utilizzati esaminandoli singolarmente nel dettaglio.

Linguaggi di programmazione più richiesti e utilizzati

JavaScript

Iniziamo da quello che è forse il linguaggio di programmazione più utilizzato al mondo, JavaScript.

Si tratta di un linguaggio estremamente versatile e che attualmente viene impiegato nella creazione di siti web interattivi con funzionamento dinamico, il che fa facilmente intuire la portata della sua capillarità oggigiorno.

Se inizialmente era limitato al lato client e alla codificazione front-end, ultimamente si sta diffondendo anche per l’utilizzo in back-end in combinazione con Node.js.

I suoi vantaggi principali consistono nell’altissima usabilità che consente agli sviluppatori di realizzare siti web dinamici senza il bisogno di ricorrere a elementi terzi come script, librerie o framework.

Interessante appurare come, almeno nel mercato statunitense, il programmatore JavaScript era anche quello che retribuito meglio, a dimostrazione di come sia richiesto e di come le sue prospettive di crescita future siano molto ottimistiche.

Lo svantaggio principale di JavaScript è quello della possibilità di una sua disabilitazione lato browser. Questo linguaggio, infatti, viene impiegato anche per lo sviluppo dei classici annunci pop-up e in quanto tale non è affatto inusuale che venga bloccato sul nascere per evitare l’esecuzione di un codice potenzialmente pericoloso.

JavaScript, infine, può essere impiegato persino per lo sviluppo di applicazioni mobili.

Java

Data l’assonanza nel nome con il linguaggio di programmazione precedentemente trattato, è abbastanza facile concludere che tra Java e JavaScript ci sia una sorta di correlazione, ma in realtà le cose non stanno esattamente così.

Java, infatti, è un linguaggio prettamente orientato verso gli oggetti ed è largamente utilizzato per la creazione di programmi software di nota diffusione, come Open Office.

Si tratta di un linguaggio decisamente completo tanto che può configurarsi come una vera e propria suite con il vantaggio, tra le altre cose, di garantire un’estrema usabilità sulla maggior parte dei pc.

Jave è diffuso sia in ambiente privato sia in quello aziendale ed è proprio in quest’ultimo ambito che viene impiegato per lo sviluppo di applicazioni client-server.

Una dimostrazione di per sé eclatante della sua grande versatilità la si può avere appurando come uno dei suoi motti più conosciuti sia Write Once, Run Everywhere, cioè scrivi una volta ed esegui ovunque. Questo perché Java non necessita di compilazioni successive e una volta scritto, il codice può essere eseguito indipendentemente dal terminale di riferimento.

Presenta tuttavia lo svantaggio di non essere il linguaggio ideale per lo sviluppo di applicazioni eseguite sul cloud.

Infine una curiosità che in un certo qual modo ne certifica l’importanza. Java è il linguaggio di programmazione che viene utilizzato per la creazione di app e giochi su Android e tenendo conto del suo mercato di riferimento, è facile comprenderne il peso specifico.

C#

Linguaggio di programmazione sviluppato da Microsoft agli inizi degli anni 2000 ma ancora oggi molto diffuso e noto.

Nelle intenzioni di Microsoft c’era l’obiettivo di fornire una versione ottimizzata e migliorata dell’ormai vetusto C e al contempo di immettere nel settore un linguaggio che potesse competere ad armi pari con Java, difatti C# è prettamente orientato agli oggetti.

A dimostrazione di come si tratti di un linguaggio fortemente correlato con la sua azienda fondatrice, vi è la perfetta integrazione con il framework software .NET di Microsoft. In quanto tale viene per lo più utilizzato in ambiente Windows, tuttavia può espletare benissimo le sue funzionalità anche nei vari dispositivi mobili e nelle console di gioco grazie a un’estensione, denominata Mono, del già citato framework.

Si tratta di un linguaggio che, benché caratteristico di uno specifico ambiente, gode di un’ottima versatilità a fronte, però, di una curva di apprendimento non così immediata soprattutto nella risoluzione degli eventuali errori.

PHP

PHP è un linguaggio di programmazione la cui fama è riuscita a oltrepassare l’ambito informatico per consolidarsi persino presso quel grande pubblico non così esperto di tali tematiche.

PHP, infatti, è per lo più impiegato nello sviluppo di siti dinamici e interattivi. Tra le realtà più famose compilate proprio in PHP ci sono nomi come Facebook, Yahoo o Wikipedia.

Attualmente la sua popolarità è in netto calo, anche grazie al fatto di essere stato soppiantato da altri linguaggi come il già trattato JavaScript, nonostante ciò nel corso degli anni ha subito varie implementazioni che lo hanno reso ancora più rapido nella sua operatività.

Oggigiorno è utilizzato per lo più per lo sviluppo di applicazioni web server-side, script a riga di comando, etc.

Riguardo l’utilità nel conoscerlo, non si può certo negare che sia stato e sia tuttora un linguaggio di programmazione dotato di una certa rilevanza soprattutto nella scrittura di pagine web in HTML.

Oltre a ciò è bene specificare che non si tratta di un linguaggio particolarmente complesso, anzi può essere appreso facilmente con una buona dose di costanza e applicazione.

Phyton

Tra i linguaggi di programmazioni più semplici ma non per questo meno richiesti o utilizzati c’è Phyton.

Trattasi di un linguaggio che definire versatile sarebbe poco, può essere difatti impiegato nella realizzazione di applicazioni web, statistiche, analisi dati, interfacce utenti, etc.

Tecnicamente lo si definisce come un linguaggio di alto livello multi paradigma prettamente orientato agli oggetti e alla programmazione sia essa funzionale sia essa strutturale.

Per comprendere appieno il peso specifico di Phyton nel settore, basti pensare che il noto social Instagram lo utilizza ampiamente, inoltre anche Google ne fa largo uso.

Essendo operativamente ottimo nella gestione e analisi dei grandi database, un suo impiego è stato sperimentato con risultati ottimi nell’ambito del machine learning. Non solo, Phyton è anche molto usato nella creazione di videogiochi.

Attualmente come si pone Phyton in questo settore? Quanto è richiesto? Si può rispondere ad ambedue le domande semplicemente appurando come si tratti del linguaggio che a parità di versatilità, facilità di apprendimento e richiesta sul mercato, sia quello che si pone se non direttamente al primo posto quanto meno sul podio.

Il suo codice è molto chiaro, intuitivo ed elegante e per questo, anche ai fini lavorativi, se ne consiglia senz’altro l’apprendimento.

Go

Conosciuto anche con il nome di Golang, è un linguaggio di programmazione forse non troppo noto presso il grande pubblico, ma che nel suo settore informatico è una realtà di una certa rilevanza.

Si tratta di un linguaggio completamente open source, disponibile per ambiente Windows, MAC e Linux e sviluppato da Google nel 2009.

Nelle intenzioni del colosso di Mountain View c’era l’obiettivo di sviluppare un linguaggio di programmazione estremamente leggero e in grado di coniugare al meglio le migliori peculiarità e funzionalità degli altri competitor.

È estremamente diffuso nel gotha tecnologico del pianeta, la Silicon Valley, e la sua ottima operatività nella gestione dei grandi database l’ha reso appetibile a realtà di alto profilo come Netflix, Uber e Twitch.

Nonostante la giovane età, può contare sul supporto di una libreria davvero variegata e sua una documentazione generale completa. Pur non essendo inclusa una libreria di interfaccia utente grafica, Go è un linguaggio di programmazione che riesce a dare il meglio di sé nei sistemi distribuiti in cui sistemi differenti e operanti su diverse rete devono essere messi in comunicazione tra loro.

Si tratta di un linguaggio davvero molto efficiente operativamente parlando e soprattutto intuitivo con una relativa bassa curva di apprendimento, per questo tra i linguaggi di programmazione più recenti si pone senz’altro come uno dei più interessanti.

C++

Linguaggio di programmazione ottimizzato e perfezionato sulla solida base del progenitore C, C++ è senza alcun dubbio uno dei linguaggi più importanti nell’intero panorama informatico.

Si tratta, infatti, di un linguaggio che ha una tale versatilità d’impiego da essere utilizzato nello sviluppo di simulazioni matematiche, giochi, sistemi operativi, applicazioni per il mobile, software audiovisivi e molto altro ancora.

Specificatamente è stato sviluppato allo scopo di realizzare un linguaggio che potesse esaltare la potenza e le prestazioni del terminale su cui viene eseguito mediante il perfetto bilanciamento di hardware e software.

Pur risultando molto efficace sin dall’inizio, nel corso degli anni i vari sviluppatori ne hanno apportato ulteriori miglioramenti ed effettuato ampliamenti delle librerie in modo da renderlo ancora più performante.

Il suo vantaggio principale consiste nel fatto che si tratti di un linguaggio non solo versatile, ma decisamente completo. Si potrebbe quasi dire che sia il padre putativo della maggior parte dei linguaggi oggi esistenti.

Di contro bisogna tener conto della sua grande complessità e di una sintassi per niente intuitiva, specialmente se sé è programmatori in erba. La curva di apprendimento necessaria per padroneggiarlo appieno è elevata e richiede uno studio costante e importante, tuttavia una volta imparato non sarà difficile approcciarsi ad altri linguaggi di programmazione.

In definitiva, se si ha tempo, costanza e buona volontà nell’imparare, C++ è sicuramente il linguaggio di programmazione da studiare per ottenere benefici anche in campo lavorativo essendo molto richiesto.

Swift

Abbiamo visto come esistano determinati linguaggi di programmazione fortemente correlati con l’azienda in cui vengono sviluppati, vedi il caso di C# e Windows, ma esiste un linguaggio prettamente studiato e realizzato per essere operativo all’interno dell’universo Apple? Esiste, e si chiama Swift.

Swift, infatti, è un linguaggio di programmazione completamente open source fondato dalla casa di Cupertino allo scopo di sviluppare applicazione per ambiente IOS, MAC, Apple Watch e Apple TV.

Si può quindi facilmente intuire come si tratti di un linguaggio particolarmente utilizzato e richiesto, soprattutto in campo aziendale. Si caratterizza per una sintassi tutt’altro che complicata il che, unita a una estrema rapidità di esecuzione sia lato client sia lato server, ne favorisce l’operatività e l’integrazione con il precedente linguaggio nativo di Apple, cioè Objective-C.

Rispetto a quest’ultimo può inoltre vantare una velocità d’esecuzione più che doppia in media, ma in tutto ciò è ovvio come siano presenti delle piccole criticità che è bene comunque segnalare per un’analisi più esaustiva.

Tra gli svantaggi principali occorre segnalare l’impossibilità nell’ambito mobile di poter essere utilizzato su molte versioni ormai vetuste di IOS, l’instabilità che, seppur raramente, ne testimonia l’acerba età e una disponibilità di risorse didattiche inferiore rispetto a quella degli altri linguaggi.

Si tratta comunque di un linguaggio caratterizzato da una sintassi chiara e lineare, una di quelle che può essere padroneggiata e gestita anche con una certa intuitività.

Infine, il suo campo d’applicazione, seppur limitato all’universo Apple, lo rende uno strumento prezioso e ricercato in ambito business.

Kotlin

Forse sconosciuto presso il grande pubblico, ma si tratta di un linguaggio di programmazione di una certa rilevanza nel settore mobile.

Kotlin, infatti, è stato nominato nel 2017 da Google come uno dei due linguaggi ufficiali per sviluppare app e giochi su Android, insieme ovviamente all’immancabile Java.

Kotlin è completamente open source e multi piattaforma e il suo punto di forza maggiore consiste nell’integrazione e nell’interoperabilità perfetta con Java. È stato stimato come oggi la quota di sviluppatori professionisti operanti su Android che utilizzano effettivamente Kotlin si aggira intorno al 60%.

Pur venendo impiegato per lo più in ambito mobile, possiede una certa versatilità di base il che lo rende ideale anche per la realizzazione di applicazioni desktop o sviluppi web. Si può senz’altro dire che riprende pienamente quelli che sono i punti di forza del fratello maggiore Java.

Uno degli aspetti maggiormente apprezzati di Kotlin è il suo poter contare su una vastissima community internazionale in cui i vari utenti possono scambiarsi liberamente impressioni, consigli, miglioramenti o idee, in una sorta di condivisione globale di competenze informatiche.

Perl

Pur essendo nato inizialmente come linguaggio di programmazione relegato in ambito testuale con manipolazione di testo e file e nello sviluppo di una prova di concetto, Perl si è rapidamente imposto come linguaggio perfetto nell’ambito della sicurezza a causa della sua grande versatilità d’uso.

Si tratta di un linguaggio di alto livello particolarmente potente creato ufficialmente dal programmatore Larry Wall nel 1987. Da un punto di vista funzionale si può quasi dire che il suo grande pregio sia stato quello di prendere il meglio delle caratteristiche degli altri linguaggi per adottarli come propri in un sistema del tutto singolare.

Perl, infatti, presenta in sé tracce riconoscibili di differenti linguaggi, come C, e avendo vissuto nel corso degli anni dei continui e periodici ampliamenti di moduli e funzioni, oggi è considerato come uno dei linguaggi di programmazione imprescindibile per i professionisti IT.

Linguaggi di programmazione: quale imparare?

Quali sono i linguaggi di programmazione che possono dare più possibilità di rilievo in ambito lavorativo? Si potrebbe rispondere indicando quelli più complessi e completi, così come sarebbe facile rispondere indicando i linguaggi di programmazione più semplici alla domanda quale convenga effettivamente studiare.

In realtà le cose non sono così lineari, ci sono diverse sfumature di cui tener conto prima di propendere per uno dei linguaggi precedentemente trattati.

Nel settore informatico non è affatto inconsueto relazionarsi con programmatori che hanno scelto di specializzarsi su un solo linguaggio, così come ce ne sono molti che ne padroneggiano 3 o 4.

Ovviamente tutto dipende da quelle che sono le proprie specifiche esigenze e soprattutto dalla tipologia di applicazione o software che si andrà a sviluppare. Che ci siano linguaggi di programmazione decisamente più completi di altri, come Java o C, è assolutamente vero e difatti sono tra quelli più richiesti, però esistono anche ulteriori circostanze.

Ad esempio, ultimamente lo sviluppo di applicazioni mobili ha visto un incremento notevole nell’utilizzo del già tratta Kotlin, mentre le applicazioni su cloud sempre più usufruiscono dell’operatività di Go.

E notevole differenza c’è se ci si rivolge all’ambito consumer o a quello business. Le grandi realtà aziendali e le società di alto profilo impiegano per lo più C# o Java per realizzare le proprie applicazioni software, mentre si rivolgono a PHP per quelle web.

Le startup basate sul web a loro volta vedono uno scenario ancora differente con netta predominanza dei linguaggi JavaScript e Phyton.

Poi ovviamente molto dipende anche dal proprio grado di preparazione. È impensabile riuscire a padroneggiare linguaggi particolarmente complessi come C o Java applicandosi senza un minimo di impegno e costanza, così come sarebbe controproducente studiare un determinato linguaggio solo perché teoricamente più semplice.

Individuare il settore di applicazione finale ed essere sinceri riguardo i propri obiettivi sono certamente i due elementi da cui partire per scegliere il linguaggio di programmazione migliore da apprendere.

Se poi ci si vuole davvero approcciare a questo mondo con serietà e professionalità e soprattutto si intende diventare dei programmatori richiesti sul mercato, allora partire dallo studio di due capisaldi come C e Java è la scelta migliore che si possa fare.

Date in PHP: sintassi, funzioni ed esempi pratici

Ad un certo punto della programmazione ci si imbatte nelle date in PHP. Saperle gestire nel modo corretto è fondamentale soprattutto per interfacciarsi al meglio con il database, MYSQL o MONGODB.

echo time();
// restituirà un valore simile a 146973810

In PHP non è possibile recuperare solamente il timestamp attuale, ma possiamo recuperarlo di qualsiasi data, anche nel passato.

echo strtotime("now");
// timestamp corrente

echo strtotime("20 December 2020");
// timestamp del 10 Dicembre 2020

echo strtotime("+1 day");
// timestamp del giorno successivo a quello corrente

Con questo timestamp sarà possibile effettuare delle operazioni o manipolare la data a nostro piacimento.

Per avere la data di oggi, ad esempio, sarà necessario scrivere:

$timestamp = strtotime("now");
echo date('d/m/Y H:i:s', $timestamp);

Il risultato sarà

25/12/2021 14:30:10

Formattazione delle date, come fare?

Un’altra operazione che spesso si conferma molto utile, soprattutto in casi specifici, è sicuramente cambiare il formato della data con uno che preferiamo.

Magari ti serve mostrare la data e l’ora di una certa data ai tuoi utenti con un formato diverso da “d/m/Y H:i:s“.

A tal proposito esistono dei segni (spesso rappresentati con le lettere), che ci permettono di gestire al meglio il formato finale della data.

SimboloDescrizione
dindica i giorni in numeri.
mindica il mese in numeri.
YIndica l’anno con il formato a 4 cifre. Es: 2022
hindica le ore.
iindica i minuti.
sindica i secondi.

La se non specificato, tutti i simboli aggiungeranno uno 0 (zero) iniziale se i numeri sono inferiori a 10.

Esistono poi diversi simboli sempre molto diffusi ed utilizzati:

Simbolo Descrizione
DIndica i primi 3 caratteri del giorno.
jcorrisponde al simbolo “d”, ma non aggiunge uno zero ai numeri minori a 10.
FIndica il nome del mese completo in lettere.
yindica solo le ultime due cifre dell’anno.

Infine, per impostare la lingua italiana, se sei su server Linux, ti basterà aggiungere in cima la tuo codice:

$localString = "it_IT"
setlocale(LC_TIME, $localString);

Let’s code!